La leggenda della cometa - Intro
Era il 1764 nell'era delle creature mistiche, magiche e fantastiche dove molte leggende si avvolgevano nel mistero, in un lontano impero, Pegas, il fondatore del Brujah Clan si accingeva a vampirizzare con un dolce morso il collo della sua amata Viola, la notte era limpida, le stelle brillavano e la luna piena ricopriva di lucentezza la pelle di Viola; quando un lieve goccio di sangue scese lungo il suo collo, era avvenuta la trasformazione. In quell'istante il cielo si ricopri di una luce abbagliante e magnifica, i due si guardarono chiedendosi cosa poteva essere e videro una cometa scendere in gran velocita verso nord. I sovrani non avevano mai visto una stella di cosi tanta maestosita e lucentezza perciò si recarono alla biblioteca della fortezza e leggendo un vecchio tomo con pagine mancanti capirono che dietro a quella cometa c'era un antica profezia, non era una semplice cometa ma una pietra che conteneva il piu grande potere al mondo, usata per giusti scopi si poteva salvare la terra potevano svanire malignità e ingiustizie ma usata per cattivi scopi la terra poteva cadere nell'oscurità piu profonda. Perciò i sovrani decisero di partire per prendere la pietra e custodirla nella fortezza in modo che nessuno potesse usarla per scopi malvagi.
Nel mentre in un villaggio non lontano dalla fortezza Brujah si trovava Ice una giovane demone il cui cuore era stato avvolto dall'odio e dall'oscurità, in quel momento stava maltrattando un umano, trovava piacere nel vedere la paura negli occhi degli altri ma vide anche lei quel luccicore e si ricordò che nei suoi innumerevoli studi aveva letto di questa pietra; un fuoco comparve nei suoi occhi, doveva avere a tutti i costi quella pietra.... sarebbe stato l'unico modo per riuscire nel suo scopo: costruirsi il suo impero malvagio e portare le ombre e il terrore ovunque. Cosi di scatto getto a terra l'umano e parti a gran velocita verso il nord.
Quel bagliore raggiunse gli occhi di chiunque, il Tauren sovrano della pacifica e antichissima città di Azeroth era irrequieto e impaurito, temeva che quel giorno sarebbe arrivato, erano sull'orlo di una lunga e sanguinosa guerra con i Titani e se avessero trovato quella pietra avrebbero distrutto l'intero regno portando i Tauren all'estinzione. Erano in pericolo, ma sapeva benissimo che solo un animo malvagio sarebbe riuscito ad individuare l'aura di quella pietra e trovarne la giusta posizione. Chiamo cosi la sua piu fedele guardia Enki, un possente Tauren e allarmandolo dei pericoli in cui incorreva gli chiese di prendere quella pietra. Enki accettò e si incamminò subito seguendo il bagliore della scia della pietra.
Quella sera Match si trovava in una taverna nella citta dei nani e mentre leggeva pergamene sulla storia degli elfi in cerca di informazioni sulle sue origini sentì due nani che bisbigliavano su un'antica profezia che era ormai giunta, ''il giorno in cui la notte si sarebbe dipinta di lucentezza era arrivato'' ma in quell'istatente un altro nano si uni alla conversazione eliminando la chiaccherata dei due. Match era stato incuriosito da quella leggenda il suo cuore finalmente si era riempito di speranza, senti qualcosa dentro che lo spingeva a raggiungere il punto in cui quella luce toccò la terra, sentiva che per scoprire le sue origini era li che doveva recarsi cosi raccolse tutte le sue pergamene e si mise in viaggio chiedendo informazioni verso dove si era diretta quella luce.
Vicino a questa citta, sopra una collina si trovava la casa di un potente mago maestro dell'elfa Andriel, ella aveva sangue reale ma non le interessava governare la citta di Wideriel bensi superare il potere del maestro ed essere l'elfa piu potente del mondo. Il mago ormai anziano era in punto di morte ma le stava narrando dell'antica profezia, essa si ripeteva una volta ogni 10.000 anni e riempiva di enormi poteri chi la possedeva, l'anziano non poteva crederci, vide quell cielo cosi splendente attraverso la finestra, i suoi occhi si riempirono di luce e con le sue ultime forze alzo la mano ed indicò il cielo ad Andriel dietro le sue spalle, quello fu il suo ultimo gesto e rimase li senza vita. Andriel capi subito quel giorno era arrivato e non esitò, non le interessava nient'altro che avere quella pietra per accrescere il suo potere.